Mirella
cascini
pensa

I chase the shadows to conquer the light.
I model absence to find presence.
I play with ephemeral to make it true.

 
I’m an architect and teacher that loves and enjoys playing with concrete and unreal shapes, colors and all kind of materials

Mirella Cascini Pensa, Ombre su ombre, 2014, acrilico, pastello a olio, penna su cartoncino, cm 70X100.
Collezione Lucrezia Rubini, presso il Museo Magni e Lucia Mirisola di Velletri (Rm)
 
Ho conosciuto Mirella alla mostra che ho curato criticamente, “L’arte nel cuore” (organizzata da Matteo Rendine, presso le Scuderie Estensi a Tivoli dal 21 al 29 giugno 2014) e in quella circostanza l’ho invitata ad entrare a far parte della mia Collezione, che conta al momento più di cento opere.
Quest’opera fa parte del ciclo “Ombre”, accomunate dalla stessa tecnica e materiali, realizzate in acrilico, penna e pastello ad olio su cartone “da spolvero”, delle dimensioni di cm 70X100: rappresentano, a mio avviso, l’essenza della ricerca dell’artista. Vi è infatti una materializzazione, una concretizzazione ed una cromatizzazione di quell’essenza dell’essere, la sua ombra, che ricorda il mondo delle idee di Platone, a cui l’artista sembra volerci far ritornare, risalire.
Quelle ombre, che nella realtà sono grigie, quindi acromatiche, si accendono per l’artista dei colori primari giallo rosso e blu, a cui subentra il verde (complementare del rosso), stesi in campiture scansionate da linee corpose nere di mondriana memoria.  Ciò che ne emerge è “la giusta proporzione” --e qui la sua professione di architetto agisce—che dà armonia di forme e colori.
Vi sono poi elementi grafici, anzi grafologici, che non sono chiaramente leggibili e si caricano di un valore semantico “altro” molto profondo: queste scritture, questi brandelli di lettere e parole, stanno a significare che l’arte può fornirci strumenti di rilettura e di reinterpretazione della realtà, non di tipo logico, connotativo, referenziale, bensì analogico, denotativo, autoreferenziale, che ci permettono di travalicare la realtà, per assurgere al nucleo, all’essenza, forse all’immateriale o al “mondo delle idee”.
Le opere di Mirella Cascini Pensa, quindi, sono “macchine” per pensare, per sentire e per salvarci dalla realtà, approdando all’informale e all’ineffabile, proprio tramite la loro evidenza cromatica e formale. 
 
Prof.ssa Lucrezia Rubini
Storico e critico d’arte

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OMBRE SU OMBRE | 2014